
17) Lucrezio. Fuggire le passioni d'amore.
    L'amore - al pari delle altre passioni - rende l'uomo schiavo
di qualcosa che gli  esterno (la persona amata), rappresenta un
ingiusificato dispendio di energie e allontana dalla felicit,
unico obiettivo che deve porsi l'uomo saggio

De rerum natura, quarto, 1121-1140 (vedi manuale pagina 197).

    1   Adde quod absumunt viris pereuntque labore,
    2   adde quod alterius sub nutu degitur aetas.
    3   Labitur interea res et Babylonica fiunt,.
    4   languent officia atque aegrotat fama vacillans.
    5   unguenta et pulchra in pedibus Sicyonia rident.
    6   scilicet et grandes viridi cum luce zmaragdi
    7   auro includuntur teriturque thalassina vestis
    8   assidue et Veneris sudorem exercita potat.
    9   Et bene parta patrum fiunt anademata, mitrae,.
    10  interdum in pallam atque Alidensia Ciaque vertunt.
    11  Eximia veste et victu convivia, ludi,.
    12  pocula crebra, unguenta coronae serta parantur,
    13  nequiquam, quoniam medio de fonte leporum
    14  surgit amari aliquid quod in ipsis floribus angat,
    15  aut cum conscius ipse animus se forte remordet
    16  desidiose agere aetatem lustrisque perire,
    17  aut quod in ambiguo verbum iaculata reliquit
    18  quod cupido adfixum cordi vivescit ut ignis,
    19  aut nimium iactare oculos aliumve tueri
    20  quod putat in vultuque videt vestigia risus.


1.  Aggiungi che sperdono forze, si distruggono per la fatica,.
2.  aggiungi che si passa la vita al cenno di altri.
3.  Si disperde, in quel mentre, l'avere, si trasforma in drappi
alla moda;
4.  il dovere languisce, il buon nome vacilla intaccato.
5.  Ma sorridono unguenti, e calzari sicioni nei piedi,.
6.  sicuro, i grandi smeraldi che hanno verde la luce.
7.  son montati nell'oro, la veste colore di mare si consuma.
8.  per l'uso continuo, beve consunta amoroso sudore.
9.  I guadagni onorati dei padri si fanno mitre e diademi,.
10. si trasformano a volte in vestiti, stoffe di Alinda e di Ceo.
11. Si allestiscono ricevimenti con decorazioni e portate
mirabili,.
12. feste, boccali continui, profumi corone ghirlande:
13. inutilmente, perch in mezzo al fonte di quei piaceri.
14. sgorga un che di amaro, che soffoca anche tra i fiori,.
15. o quando a volte l'animo stesso, consapevole, si rode.
16. di passare la vita a far niente, di annullarsi nei bordelli,.
17. o perch lei ha gettato e lasciato l un'ambigua parola,.
18. che confitta nel cuore preso da desiderio incrudisce come
fiamma,.
19. o perch pensa che quella troppo getta gli occhi d'intorno,.
20. e guarda un altro, o ravvisa nel volto la traccia di un
sorriso

(Tito Lucrezio Caro, La natura delle cose, Mondadori, Milano,
1992, pagine 314-315).

